LIMENAR: il 24 maggio a Roma la conferenza di presentazione

La Conferenza finale del progetto LIMeNar, che include la premiazione del LIMeNar Award, avrà luogo venerdì 24 maggio 2024, dalle ore 10 alle ore 13:30 all’Istituto Superiore di Sanità (Viale Regina Elena, 299, Roma).

Obiettivo dell’appuntamento che si svolgerà il 24 maggio è la disseminazione dei risultati del progetto di ricerca LIMeNar, che include il LIMeNar Award e promuovere la conoscenza della medicina narrativa.

Come si legge sulla pagina dedicata di ISS, l’evento è esclusivamente in presenza, la partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati e per iscriversi, è necessario compilare entro il 21/05/24 il modulo di iscrizione. Responsabili Scientifici della giornata sono Amalia Egle Gentile, Centro Nazionale Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, Roma e Stefania Polvani, Società Italiana di Medicina Narrativa, Arezzo, mentre la Segreteria scientifica vede come protagoniste Cristina Cenci, Società Italiana di Medicina Narrativa, Roma e Agata Polizzi, Università degli Studi di Catania, Roma.

Da oltre quindici anni l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con il Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR), si impegna a promuovere in sanità l’uso della medicina narrativa, in particolare nell’ambito di patologie complesse come le malattie rare (Gentile et al., 2009, 2015; Luzi et al., 2013; De Santis et al. 2015).
La medicina narrativa può essere uno strumento utile in quanto offre l’opportunità di pensare e affrontare le malattie non esclusivamente in termini di “disease” (ovvero come conoscenze cliniche del professionista sulla malattia), ma anche come “illness” (vissuto soggettivo del paziente sulla malattia) e “sickness” (percezione sociale della malattia) ed è attuale l’interesse della comunità scientifica perla medicina narrativa [Launer, Wohlmann, 2023].

https://www.iss.it/documents/20126/0/Report+KoM_Progetto+LIMeNar_28.11.23.pdf/e609c47f-12a1-0382-2507-809a09e5bad5?t=1701185293775
clicca sull’immagine per la sintesi della presentazione del progetto

A distanza di nove anni dalla pubblicazione delle Linee di Indirizzo sulla medicina narrativa, l’Istituto Superiore di Sanità ha condotto in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN)
il progetto di ricerca LIMeNar – Uso e contesti applicativi delle Linee di Indirizzo per l’utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico-assistenziale e associativo per valutarne l’uso e i contesti applicativi, alla luce della trasformazione digitale e alla crescente rilevanza dell’utilizzo dei linguaggi artistici nell’ambito della salute, focalizzando l’attenzione sia sugli aspetti scientifici sia su quelli comunicativi, in continuità con quanto realizzato per le Linee di Indirizzo.

Il programma, disponibile a questo link, raccoglie l’elenco dei soggetti che hanno aderito in qualità di Associated Partners e di Collaborating Partners.

Per coloro che non potranno recarsi a Roma in presenza, si segnala che l’evento sarà audio/videoregistrata per realizzarne un video da diffondere successivamente tramite i canali web ISS.

Nasce PERLA, la prima certificazione per la cura a misura di persona

Ogni persona è unica, così come ogni percorso di curA

Chi accede a visite specialistiche, chi viene ricoverato e dimesso quanto percepisce di co-costruire la propria storia di cura, quanto sente di essere compreso come persona e non solo come portatore di una malattia? Quanto pensa che sia stato dato spazio all’ascolto dei propri bisogni esistenziali? Quanto percepisce che anche la propria storia conti e non solo i suoi numeri?

Per mettere al centro l’unicità di ogni percorso di cura nasce il progetto PERLA, la prima certificazione della cura a misura di persona. L’obiettivo è mettere al centro la relazione e i bisogni, misurando l’efficacia clinica delle prestazioni sanitarie ma anche il grado di personalizzazione psico-sociale della cura.

PERLA è una certificazione della cura a misura di persona che si basa sul punto di vista di chi ha avuto accesso ad una qualsiasi prestazione sanitaria in una specifica area clinica, dalla visita specialistica al ricovero.
Attraverso un questionario, distribuito nei reparti aderenti all’iniziativa, le persone che hanno avuto accesso alle prestazioni sanitarie, potranno valutare il grado di personalizzazione del proprio percorso.

Il progetto è stato presentato a Roma lo scorso 10 aprile, appuntamento a cui hanno preso parte decisori istituzionali, medici, infermieri e associazioni di pazienti. La presentazione completa è disponibile a questo link

Basandosi sul punto di vista di chi ha avuto accesso ad una qualsiasi prestazione sanitaria in una specifica area clinica, dalla visita specialistica al ricovero, il board scientifico di PERLA si impegna ad assegnare una certificazione alle strutture cliniche che ottengono punteggi ottimali nella performance clinica, in specifiche aree terapeutiche.

PERLA si propone tramite queste attività di:

  1. Favorire una presa in cura non più basata solo sulla malattia in senso clinico (disease), ma anche sui vissuti soggettivi (illness) dei pazienti, valorizzando le metodologie della medicina narrativa;
  2. Affiancare la misura dell’efficacia clinica delle prestazioni con il grado di personalizzazione psico-sociale della cura, favorendo la diffusione di un patto narrativo della cura;
  3. Valorizzare e certificare la cura a misura di persona, rilevando il punto di vista di chi ha avuto accesso ad una qualsiasi prestazione sanitaria in una specifica area clinica, dalla visita specialistica al ricovero.
  4. Rilanciare l’importanza della diffusione dell’ascolto narrativo e dei PROMS e PREMS.

PERLA è un progetto promosso da EDRA S.p.A. e DNM-Digital Narrative Medicine, e si avvale delle competence Dott.ssa Stefania Polvani, sociologa e Presidente di SIMeN, una delle massime esperte di medicina narrativa in Italia e di un Board Scientifico, che riveste il ruolo di advisor metodologico per la progettazione del percorso di certificazione. Il Board, presieduto e coordinato dal Dott. Antonio Gaudioso, è costituito da KOL di alto profilo e con una solida esperienza nell’ambito. Accanto al Board, il Comitato delle Associazioni Pazienti, coordinato dalla dott.ssa Annalisa Scopinaro, ha un ruolo chiave nella progettazione e nel test del questionario che verrà utilizzato per la certificazione.

Stefania Polvani ha sottolineato il ruolo di questo strumento nel promuovere una cura centrata sulla persona. La medicina narrativa consente – ha spiegato – una comunicazione efficace e una relazione di fiducia tra pazienti e operatori sanitari, migliorando l’efficienza delle cure. “Nei tempi recenti abbiamo visto che dà vantaggi e risultati anche per le istituzioni e per le organizzazioni”. Nel percorso di cura, infatti, può fare la differenza “attivare uno strumento semplice e a portata di mano come, per esempio, l’ascolto attivo e consapevole. In questo modo si può creare una medicina basata sulle storie, affinché ogni persona diventi protagonista della propria salute”.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://www.certificazioneperla.it/

 

Cultura, Ben-Essere e Salute

Al via la seconda mappatura dei progetti e dei soggetti attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta nella relazione tra Cultura e Salute

https://culturalwelfarecenter.limesurvey.net/811297?lang=it
A questo link è possibile partecipare alla seconda rilevazione dedicata alla ricerca che intende favorire l’emersione delle esperienze maggiormente significative che si prefiggono di affrontare le principali sfide di salute pubblica della contemporaneità.

La ricerca, aggiornando la prima rilevazione del 2020, intende mappare le esperienze maggiormente significative maturate negli ultimi cinque anni, che si pongono l’obiettivo di rispondere alle principali sfide di salute pubblica della contemporaneità (quali, ad esempio, il ben-essere mentale della popolazione e dei giovani, l’invecchiamento attivo e la gestione delle cronicità, lo sviluppo nella prima infanzia e il supporto alla genitorialità, ecc.), con caratteristiche di possibile sviluppo, replicabilità e scalabilità.

Il contributo della Cultura e delle Arti al Ben-essere e alla Salute ha trovato un riconoscimento sempre più vasto presso l’OMS e nelle agende politiche europee e appare sempre più chiaro il ruolo della Cultura nella promozione di contesti salutogenici, nella prevenzione delle malattie, nella gestione e trattamento delle patologie, nonché nell’inclusione, in un quadro di contrasto alle disuguaglianze.
Nuovi attori sociali sono scesi in campo, le pratiche sono cresciute nella numerosità, nella cooperazione intersettoriale, nelle competenze, nella qualità del disegno degli impatti, configurando nuove potenzialità di sviluppo che possono superare la logica del progetto. L’Osservatorio del CCW – Cultural Welfare Center è dedicato a queste novità, che meritano di essere conosciute e valorizzate.
Nel 2020 è stata realizzata la prima mappatura dei progetti e dei soggetti attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta nella relazione tra Cultura e Salute. La ricerca, promossa e finanziata da Fondazione Compagnia di San Paolo, è stata affidata alla Fondazione Medicina a Misura di Donna che l’ha sviluppata in collaborazione con CCW-Cultural Welfare Center e DoRS Regione Piemonte – Centro di Documentazione Regionale per la Promozione della Salute, portando all’emersione di un ricco e variegato patrimonio di esperienze.
Nell’ultimo quinquennio, la consapevolezza delle potenzialità trasformative della Cultura come risorsa Salute si è consolidata. Il quadro delle politiche a livello europeo si sta muovendo verso un crescente riconoscimento della relazione tra Cultura e Salute, nuovi attori sono entrati in gioco e i progetti stanno mutando significativamente di segno per generare un impatto tangibile e misurabile attraverso collaborazioni sistematiche e sistemiche a fronte di sfide sociali complesse, dinamiche, multisettoriali che impongono interventi altrettanto complessi, dinamici, pluralistici.
Per cogliere le principali traiettorie del grande cambiamento in atto, Fondazione Compagnia di San Paolo – con CCW – Cultural Welfare Center, in collaborazione con DoRS Regione Piemonte – Centro di Documentazione Regionale per la Promozione della Salute, Fondazione Medicina a Misura di Donna e Osservatorio Culturale del Piemonte – ha deciso di costruire una nuova mappatura delle progettualità che negli ultimi cinque anni hanno animato il territorio della macro regione del Nord-Ovest.

La ricerca è dedicata alle organizzazioni che vivono questo nuovo scenario che si va delineando. È possibile rispondere a questa indagine e far parte di un osservatorio – aperto, condiviso e partecipato – sulla relazione virtuosa tra Cultura e Salute per favorire il confronto, l’acquisizione di nuove conoscenze e la legittimazione del contributo della Cultura al Ben-essere e alla salute degli individui e della collettività, aumentandone il valore e la riconoscibilità.
L’indagine è aperta fino al 15 maggio a questo link, che prevede circa 20 minuti per la compilazione.

Ulteriori info https://culturalwelfare.center/2024/03/14/ricerca-cultura-e-salute-edizione-2024-2/

 

 

Festival Medical Humanities dedicato a etica e tempo

Torna il 26 e 27 ottobre il festival virtuale dedicato in questa IV edizione al tempo e all’etica

Etica e tempo: quale connessione tra queste due parole? Perché il Festival delle Medical Humanities unisce due concetti “potenti” che permeano la vita di ogni essere umano?

Fino al 20 ottobre è possibile rispondere al questionario sulla percezione del tempo di lavoro, di cura e di relazione a questo link

Il tempo è stato affrontato da numerosi movimenti filosofici e scientifici nei secoli, a partire dalla mitologia, in cui Crono era il padre di tutte le cose, e più in generale nell’antichità quando già rappresentava lo scorrere inesorabile dei giorni e la caducità dell’esistenza umana: “Sed fugit interea fugit irreparabile tempus” (Georgiche, III, 284). Che fosse legato al movimento del Sole e dei cieli (Aristotele), al concetto di spazio (Newton) o all’estensione dell’anima (Sant’Agostino), che fosse eterno, ciclico (Pitagora), lineare, misurabile (Galileo) o illusorio (Parmenide), ha quindi sempre rappresentato un punto centrale nella vita dell’uomo. E assume un ruolo ancora più determinante nell’esistenza delle persone quando si parla di salute: è il tempo che resta da vivere da quando viene diagnosticata una patologia degenerativa o il tempo che si rinnova quando si guarisce, è il tempo che fa la differenza tra la vita e la morte quando si interviene su patologie tempo-dipendenti, è il tempo della decisione condivisa e informata, è il tempo che si investe nello svolgere le proprie attività, ma anche nel confrontarsi e nel supportare le persone che quel tempo lo condividono insieme a te, siano esse colleghi, pazienti o care-givers.

Da qui la connessione strettissima con l’etica, una presenza obbligata sullo scenario della cura, che parte dall’ascolto, in una logica “tridimensionale” che chiede di considerare, il bene del malato, il rispetto della sua autonomia e la capacità della comunità di predisporre equamente risposte di salute.

Iconografia della Salute è il festival delle Medical Humanities ideato nel 2020 dal Centro Studi Medical Humanities di Alessandria per valorizzare questo approccio, che riunisce le tante discipline coinvolte che influiscono sul percorso di cura del paziente. Un luogo privilegiato per discutere come le Medical Humanities consentano la piena realizzazione della visione olistica già introdotta e praticata da Ippocrate oltre duemila anni fa.

Il programma del Festival delle Medical Humanities, che si svolgerà in modo virtuale anche per questa quarta edizione il 26 e 27 ottobre, parte proprio dalle domande: quale etica? Quale tempo? Il programma prevede i punti di vista di tutti coloro che partecipano alla cura, con un focus sulla correlazione di questi due concetti e sulle modalità con cui la riflessione etica viene esercitata.

qui il programma completo

 

 

8 OTTOBRE 2023 – SECONDA GIORNATA NAZIONALE DEGLI OSPEDALI STORICI D’ITALIA

visite guidate e musica alla scoperta del patrimonio culturale italiano

Domenica 8 ottobre si celebra la seconda giornata nazionale degli ospedali storici, che offrirà al pubblico la possibilità di conoscere uno dei “giacimenti” culturali oggi meno noti ma sicuramente più interessanti e fecondi della storia del nostro paese.

Da Milano, Firenze, Venezia, Roma e Napoli, passando per Alessandria, Brescia, Lodi e l’Emilia Romagna, sarà possibile visitare gratuitamente luoghi spesso chiusi al pubblico, veri e propri tesori nascosti all’interno di storiche istituzioni ospedaliere, collezioni d’arte, antichi strumenti sanitari, chiese ed edifici monumentali, biblioteche e rare collezioni librarie.

L’iniziativa è organizzata da ACOSI (Associazione culturale ospedali storici italiani), l’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2019 per condividere le migliori pratiche di conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio artistico, storico, culturale ed architettonico degli ospedali storici d’Italia, oltre che promuovere l’incremento trasparente e sostenibile del patrimonio scientifico materiale e immateriale in possesso di aziende sanitarie ed ospedaliere.

L’obiettivo è anche di contribuire a creare un nuovo modello di servizio culturale e turistico, incentivando la collaborazione con le istituzioni e le associazioni territoriali. ACOSI, inoltre, riconosce il valore sussidiario dei musei e delle opere per il potenziamento dell’attività sanitaria e assistenziale e per una maggiore “umanizzazione” delle cure attraverso una fruizione diretta ai pazienti e familiari del patrimonio culturale.

Grazie ad un protocollo firmato con il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, la manifestazione vede come grandi protagonisti ben 14 ospedali storici, tra i più belli d’Italia, che apriranno al pubblico 22 luoghi di interesse artistico e culturale.

La presidenza di ACOSI è a rotazione ogni anno tra i vari enti partecipanti: per il 2023 è in capo a Milano con Marco Giachetti, presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico.

“Gli ospedali italiani sono da sempre al servizio della salute dei cittadini – spiega Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano e presidente di ACOSI per il 2023. L’alto livello delle cure erogate trova le sue origini nella storia plurisecolare di questi ospedali, che sono anche eredi di una formidabile ricchezza di storia e cultura. L’arte del curare si è affinata nei secoli, ed è raccontata bene negli oggetti e nei documenti custoditi dai più antichi ospedali storici d’Italia. Un patrimonio inestimabile dal punto di vista culturale e artistico, che intendiamo far riscoprire ai cittadini grazie alle iniziative di ACOSI, l’Associazione Culturale degli Ospedali Storici Italiani, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di una nobile tradizione di assistenza e il patrimonio di beni culturali che la illustra”.

Durante la Giornata degli Ospedali Storici, nelle sedi aperte al pubblico sarà possibile anche assistere a concerti di musica classica a cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, con il sostegno del Ministero della Cultura. I concerti saranno ispirati alle complesse relazioni tra epidemie e innovazioni artistiche, con repertori che valorizzano la storia musicale delle varie località.

Per dettagli, orari e prenotazioni https://www.acosi.org/attivita-culturali/