Cosa si intende per filosofismo scientifico nella storia della medicina

Maggiore l’ignoranza, maggiore il dogmatismo.
(William Osler, medico)

Nella storia della medicina, il periodo del basso medioevo (1200-1400) è caratterizzato fondamentalmente dall’introduzione del cosiddetto «filosofismo scientifico» e dalla nascita delle Università e degli Ospedali.

Il filosofismo scientifico medico, consistente essenzialmente nell’adeguamento del ragionamento medico a quello filosofico, sorse in questo periodo del Medioevo poiché, essendo venuta meno progressivamente la possibilità di praticare la ricerca sperimentale, si cercò di risolvere la problematica medica servendosi prevalentemente della ragione.

A base di questo sistema razionale venne posta la dottrina fondata su verità assiomatiche. Su questa falsariga, la medicina abbandonò la sua linea semplice basata sulla pratica e sull’osservazione, secondo i concetti ippocratici, e si avviò su una strada diversa, basata sul commento e sulla discussione filosofica. Ed allora furono la dialettica, la retorica, il sillogismo a cercare la causa delle malattie e la loro cura.

In seguito all’introduzione di questa metodologia, si rese necessaria l’adozione di testi dogmatici, contenenti gli assiomi, che servissero da base alla discussione filosofica e sui quali si potesse poggiare tutto l’edificio dialettico consequenziale, onde giungere ad una dimostrazione, come esigeva la dottrina aristotelica del sillogismo. Tra i testi scelti, i più importanti furono quelli di Ippocrate, di Galeno e di Avicenna.

Del resto l’introduzione del dogmatismo, che rappresenta il peggior ostacolo al progresso della scienza, fu per quell’epoca indispensabile per sostenere il metodo dialettico disputatorio allora dominante. Ad esso dovette adeguarsi anche la medicina, per essere riconosciuta come scienza ed essere ammessa fra le discipline di insegnamento universitario. Il dogmatismo si radicò poi profondamente nella medicina e sopravvisse in essa anche dopo il Rinascimento arrecando una grave danno al suo progresso.

Contro questo metodo, tuttavia, si levarono anche allora le voci di alcuni studiosi, fra cui i più famosi furono Ruggero Bacone e Alberto Magno.

Ruggero Bacone (1214-1294), frate francescano inglese, fu uno dei maggiori esponenti della libertà del pensiero in epoca medioevale, un vero precursore dello spirito rinascimentale. Filosofo e scienziato, insegnante a Parigi e Oxford, egli contestò il «filosofismo scientifico» per sostenere il suo principio, che era quello sperimentale («sine experientia nihil sufficienter sciri potest»).

Alberto von Bollstadt, più conosciuto col nome di Alberto Magno (1192-1280) era un frate domenicano tedesco. Ritenuto uno degli uomini più colti del medioevo, insegnò teologia a Parigi e a Colonia, ma si occupò soprattutto di storia naturale, su cui scrisse numerose opere che rimasero a lungo fra le più autorevoli. Come Bacone, contestò il dogmatismo, sostenendo l’importanza dell’esperimento («ex-perimentum solum certificat») e rivolgendo ogni attenzione alle sole cose «probatae per experimentum».

Questi due scienziati, ponendo l’esperienza a fondamento del sapere umano, superarono le posizioni aristoteliche e si elevarono sopra il medioevo schiudendo la via a Leonardo, Francesco Bacone e Galileo Galilei. La medicina, tuttavia, continuò per tutto il medioevo ad essere basata solamente sulla lettura e sul commento dei testi classici, ignorando completamente gli insegnamenti di Ruggero Bacone e Alberto Magno.

Mondino, primo anatomico

Mondino dei Liuzzi (1275-1326), il primo anatomico che ricorse all’impiego della dissezione del cadavere per l’insegnamento dell’anatomia.

Mondino de’ Liuzzi è il diminutivo abbreviato di Raimondo (Raimondino) ed il cognome appare anche nella forma Liucci. Nacque a Bologna intorno al 1270 e morì nella città natale nel 1326. Fu prima discepolo e poi anche erede dello zio Leuccio (o Liuccio) dal cui insegnamento passò a quello di Taddeo degli Alderotti. Si laureò a Bologna nel 1290. Fra il 1321 e il 1324 fu lettore dello Studio, anche se è probabile che la sua attività di insegnante sia iniziata molto prima, seppure in forma privata. La sua importanza fondamentale nella Storia della medicina è dovuta al fatto di aver sostenuto la necessità della sezione del cadavere umano nello studio dell’anatomia, sezione che praticò nella sua attività di docente, ponendo, in tal modo, una pietra miliare nella storia della medicina. Infatti la sezione di cadaveri umani, dopo la straordinaria fioritura della medicina ellenistica con Erofilo ed Erasìstrato era stata abbandonata da più di un millennio, tanto che lo stesso Galeno sezionò quasi esclusivamente maiali e scimmie.

Mundinus, the Italian anatomist, making his first dissection in the anatomy theatre at Bologna, 1318. Oil painting by Ernest Board.
Mundinus, the Italian anatomist, making his first dissection in the anatomy theatre at Bologna, 1318. Oil painting by Ernest Board.

Il merito principale di Mondino non fu, tuttavia, quello di avere iniziato l’insegnamento dell’anatomia sussidiato dall’autopsia, ma quello di avere resa pratica questa materia attraverso la dissezione. Mondino consegnò il tesoro dei suoi studi alla famosa Anothomia, che ultimò nel 1316: nel suo libro, accanto alle nozioni di anatomia e di fisiologia (trattate insieme secondo l’uso antico) descrive, per primo nella storia, anche la tecnica della dissezione da lui ideata.

Apparato urogenitale femminile come appare in una delle tavole che corredano l’edizione dell’Anatomia di Mondino curata da Joahnn Druander nel 1541

Il nuovo indirizzo dato da Mondino allo studio dell’anatomia, che gli valse il riconoscimento unanime di fondatore dell’anatomia moderna, praticamente non apportò alcun contributo al progresso di questa materia, poiché le conoscenze anatomiche rimasero ancora quelle di Galeno. Ciò fu dovuto sia al dogmatismo allora dominante in campo scientifico, sia al fatto che il docente («lettore») di anatomia, non eseguendo personalmente le dissezioni, non poteva rendersi direttamente conto della struttura del corpo umano.

La lezione di anatomia era, infatti, impartita dal «lettore» che sedeva in cattedra, leggendo il testo di Galeno e mostrando i visceri che venivano dissecati da un «incisore». A volte, oltre al «lettore» e all’«incisore», vi era anche l’«ostensore», che aveva il compito di mostrare quanto il «lettore» andava leggendo. Se durante la dissezione del cadavere emergeva una discrepanza tra il detto galenico e la realtà dell’autopsia (poiché Galeno aveva anatomizzati animali, non uomini), era assolutamente proibito ammettere l’errore galenico, ma si doveva sostenere, come fece spesso Mondino, che il testo era corrotto, o addirittura che il corpo umano era andato incontro a modificazioni dopo che Galeno aveva scritto i suoi libri.

 

Assistenza ospedaliera nel Medioevo

La spedalità sorta nell’Alto Medioevo con la fondazione degli «xenodochi» e delle «diaconie» ad opera degli ordini religiosi che provvedevano anche a gestirle, intorno al 1200 cominciò ad essere presa in considerazione anche dai Comuni. Leggi tutto “Assistenza ospedaliera nel Medioevo”

La nascita delle Università e la scolastica

Nell’alto medioevo, la cultura era tenuta viva dalle scuole, che si erano date una precisa organizzazione, separando la classe insegnante da quella studentesca. A loro volta, si erano distinte le scuole dei giuristi e delle Arti Liberali, dove venivano insegnate le Humanae litterae e la medicina.
Gli studi, in gran parte delle associazioni spontanee di allievi e maestri, sono il prodotto della rinascita dei nuclei urbani e del miglioramento delle condizioni sociali.

Furono, infatti, gli studenti riuniti in corporazioni che diedero origine alle Università: «Universitas studiorum» che acquistarono uno straordinario potere, sebbene fu un periodo alquanto breve.

La maggior parte delle università ebbe origine dalle scuole, specie da quelle laiche, attraverso un graduale processo di trasformazione.
Nella seconda metà del XII secolo vengono fondate Montpellier in Linguadoca, nel sud della Francia, a Parigi, mentre a Salerno perde di importanza Salerno a favore di Pavia, Parma e Bologna, centri che si affermano come scuole mediche particolarmente forti nel settore della chirurgia. Padova, il principale centro di insegnamento medico in Europa nei secoli successivi, nasce poco dopo.

La nascita delle Università fu assai ben vista dai governanti, che scorgevano in esse un largo incremento della fama delle loro terre. Ecco perché furono molto munifici nell’elargire favori e privilegi verso gli studenti e i docenti, affinché le frequentassero con assiduità.

La nascita delle Università fu assai ben vista dai governanti, che scorgevano in esse un largo incremento della fama delle loro terre. Ecco perché furono molto munifici nell’elargire favori e privilegi verso gli studenti e i docenti, affinché le frequentassero con assiduità. La chiusura, infatti, di università per mancanza di professori o per disserzione degli studenti era motivo di avvilimento per tutto lo stato.

Le Università hanno permesso la creazione di una cultura laica omogenea a livello europeo, i cui rappresentanti si spostano tra le diverse regioni, condividono una lingua (il latino), un bagaglio di nozioni e linguaggi tecnici comuni.

In questo panorama, le facoltà di medicina sono il luogo privilegiato di nascita e di sviluppo di una cultura scientifica e filosofica intesa nel senso più ampio e non solo limitata alla pratica della cura.

Il filosofismo scientifico in medicina

Il secondo periodo del Medioevo è caratterizzato dall’introduzione in medicina dal filosofismo scientifico e dalla nascita delle Università e degli ospedali.

Il filosofismo scientifico consiste nell’adeguamento del ragionamento medico a quello filosofico, essendo venuta meno – con le forti ingerenze della Chiesa – la possibilità di praticare la ricerca sperimentale.
Un sistema razionale, quindi, basato sulla dottrina aristotelica, dalle quali venivano tratte deduzioni, spesso arbitrarie, ma mai in contraddizione con il presupposto (rispettando il concetto del sillogismo). Un sistema che utilizzava i testi di Ippocrate, Galeno e Avicenna, utili per il metodo dialettico basato sulla disputationes, ma che di fatto ostacolava l’avanzamento della scienza.

Ruggero Bacone (1214 – 1294) frate inglese, maggior esponente del pensiero liberale, precursore dello spirito rinascimentale.

Un metodo contro cui si levarono le voci di Ruggero Bacone (1214 – 1294) frate inglese, maggior esponente del pensiero liberale, precursore dello spirito rinascimentale. Studiò teologia a Parigi, divenne frate a quarant’anni e si impegnò in un progetto ambizioso per realizzare una grande enciclopedia del sapere: Opus maius, Opus minus, Opus tertium, che inviò al papa, allora era Clemente IV, affinché le potesse utilizzare quale fondamento di una riforma religiosa, civile e scientifica.