Malpighi: il padre dell’osservazione microscopica in anatomia

Nacque nei pressi di Crevalcore, in provincia di Bologna, nel 1628 e mori a Roma nel 1694. Conseguì nel 1653 la laurea in medicina presso l’Università di Bologna, dove iniziò ad insegnare nel 1656. Da Bologna passò ad insegnare medicina teorica a Pisa, dove divenne amico di Giovanni Alfonso Borelli, uno dei massimi scienziati di ispirazione galileiana e fondatore della iatromeccanica. L’incontro con Borelli fu determinante per Malpighi che alle concezioni di Borelli ispirò tutta la sua attività di ricercatore e di teorico.

https://wellcomecollection.org/works/fxk2syjd

Nel 1659 dovette rientrare a Bologna ove pubblicò, nel 1661, in due lettere indirizzate a Borelli le sue scoperte sulla struttura dei polmoni dei quali- osservando al microscopio polmoni di rana -vide la struttura vescicolare degli alveoli, capillari sanguigni e le anastomosi artero-venose, dando, in tal modo, la dimostrazione sperimentale della circolazione del sangue, la gloriosa scoperta di William Harvey, avviando a definitiva soluzione il problema della respirazione.

Amareggiato dalle spesso maligne polemiche di alcuni colleghi, in particolare di Giovanni Gerolamo Sbaraglia,  abbandonò Bologna per passare all’Università di Messina. Ma nel 1669 tornò a Bologna ed in quello stesso anno divenne membro della Royal Society, che aveva già pubblicato alcune sue opere. Espresse la sua gratitudine alla grande Accademia inviando alcuni dei suoi più importanti scritti. Nel 1691 si trasferì a Roma, chiamatovi come Archiatra pontificio dal papa Innocenzo XII. Ma dopo tre anni il grande scienziato morì di apoplessia.

Considerato il creatore dell’anatomia microscopica, gettò le basi della fisiologia moderna con le sue scoperte e con le sue genialissime interpretazioni delle ghiandole; diede un impulso determinante agli studi della fibrina, scoprendo la struttura fibrosa del coagulo sanguigno; scoprì i globuli rossi del sangue, anche se non ne seppe dare un’interpretazione corretta.

Fondamentali furono, per la patologia umana, le sue ricerche sulla patologia vegetale; i suoi studi sulle calcificazioni dell’aorta, sulle anomalie dell’apparato genitale e sulle alterazioni delle ghiandole ecc., gettarono le fondamenta dell’anatomia patologica che, attraverso il Valsalva, suo discepolo, avrebbe trovato nel Morgagni il suo creatore.

Non basta: i suoi studi sulla formazione del pulcino nell’uovo ne fanno il padre dell’embriologia moderna e contemporanea; scoprì i glomeruli renali, i corpuscoli della milza, il corpo mucoso della pelle, oltre ad innumerevoli altre scoperte ed osservazioni minori, ma non meno importanti per la storia della medicina e della biologia moderne.

Per l’acutezza delle osservazioni, per l’importanza delle scoperte, per la genialità interpretativa, Malpighi è considerato uno dei genì più grandi che abbiano mai illustrato la storia della medicina e della biologia, che, senza di lui, non avrebbero mai raggiunto i livelli ai quali oggi si collocano.

La febbre

Nonostante i numerosi e spesso intelligenti tentativi compiuti dai medici antichi in particolare dai Dogmatici, Galeno in testa, di individuare le cause delle malattie e nonostante le sottilissime distinzioni fatte fra cause prime, cause naturali, cause ambientali, ecc. la medicina continuò, praticamente sino al Settecento, a considerare la febbre come una malattia e sottopose tutti i possibili tipi di febbre a scrupolosissimi esami, a sottilissime distinzioni, sino a giungere all’albero delle febbri del Torti.

Francesco Torti (1658-1741)
medico e anatomista italiano
Il volume raccoglie interventi di altri personaggi altrettanto importanti del XVII e XVIII secolo, a cominciare dal collega Bernardino Ramazzini, titolare della cattedra “gemella” di Modena.
Il Torti cercò di informare la pratica medica a basi più scientifiche: infatti, in questo trattato fornì una più moderna classificazione delle febbri malariche, esemplificata mediante un’illustrazione nota con il nome di Albero delle febbri, avviando il relativo trattamento terapeutico con il chinino.

Non c’è opera di Galeno che si occupi di diagnosi, di prognosi, di terapia (dalle opere di farmacologia a quelle sui polsi; dalla Grande alla Piccola arte medica; dai manuali per gli studenti a quelli sulla flebotomia, ai Metodi per curare) e che non dedichi alle febbri una grossa parte, spesso la parte maggiore: intermittente, quotidiana, terzana, pseudoterzana, quartana, pseudoquartana e via dicendo.
In generale si tratta di forme diverse di affezioni malariche (la malaria fu praticamente endemica in molte zone d’Europa: si pensi, in Italia, alla Maremma toscana ed alle paludi Pontine sino ai primi decenni dello scorso secolo, e lo è tuttora in molte del mondo), ma spesso si tratta di tutt’altro che di malaria, come nel caso della febbre effimera o nei casi di febbre causate da affezioni interne che il medico antico non era in grado di diagnosticare correttamente.
A partire da alcune opere del Corpo ippocratico, segnatamente dai famosi Aforismi, che costituirono una specie di vangelo per tutti i medici sino al Cinquecento, e dalle opere di Galeno, si moltiplicarono i trattati Sulle febbri, sia in greco (particolarmente nella cultura bizantina fra il V ed il XIII secolo), sia in latino, i cui autori godettero, grazie a questi loro trattati, di grandissima fama.
Uno degli scritti più famosi sull’argomento ci è giunto sotto il nome di Alessandro di Afrodisia, ma la maggior parte delle affezioni delle quali si occupa Giovanni Attuario nel suo trattato Perì diagnóseos (Sulla diagnosi) è costituita dalle febbri come ad esse dedica Psello ben 330 versi del suo Pónêma iatrikón (Opera di medicina).  Alle febbri è dedicata gran parte del trattato Quaestiones Medicinales (Questionario di medicina) pervenutoci col nome di Sorano, ma sicuramente apocrifo, e, infine, a diagnosi, prognosi e cura della febbre è dedicata gran parte della produzione scientifica della scuola medica salernitana.

Aggiornamenti Medical Humanities 6.11.2022


history of Reproductive Rights: from Population Control to Reproductive Justice

https://thepolyphony.org/2022/10/06/history-of-reproductive-rights-from-population-control-to-reproductive-justice/

Caroline Rusterholz (University of Cambridge) traccia una storia dei diritti riproduttivi e di pianificazione familiare. Diritti inquadrati come “diritti umani” solo nel secondo dopoguerra, è stato attraverso l’attivismo delle donne che le cliniche per il controllo delle nascite e la pianificazione familiare sono state istituite nei paesi occidentali. 

 

L’histoire de la chirurgie esthétique passée au scalpel

https://www.lemonde.fr/podcasts/article/2022/09/26/l-histoire-de-la-chirurgie-esthetique-passee-au-scalpel_6143156_5463015.html

Sempre più donne e uomini ricorrono alla chirurgia estetica. Nell’articolo Anne Vidalie e Stéphanie Chayet (Le Monde) ripercorrono la storia del bisturi, che rimodellando i corpi aiuta a cancellare i complessi psicologici. 

 

Se la biblioteca migliora la vita

https://www.essenziale.it/notizie/francesco-erbani/2022/10/14/biblioteca-migliora-vita

Francesco Erbani (Napoli, 1957) analizza il ruolo sociale delle biblioteche e come queste possano essere “un moltiplicatore di welfare”. 

 

Practice-based research of interdisciplinary higher education

https://www.nature.com/collections/abebicibdh

Call della rivista Nature per contributi volti a riflettere su come stanno cambiando i paradigmi educativi e sul valore di un’offerta formativa interdisciplinare 

 

The Mouth Agape

https://www.accordingtothearts.com/2022/09/30/the-mouth-agape/

Nei film gli spettatori provano empatia con i protagonisti quando questi sono personaggi positivi ai quali accade qualcosa di brutto, come un lutto. Non è il caso di La gueule ouverte (Maurice Pialat, 1974. Disponibile in streaming sulla piattaforma MUBI).

Aggiornamenti di Medical Humanities 30.10.22

Storie di donne di storia – Maria Montessori

https://www.youtube.com/watch?v=DeH0PCsPv1I&list=PLr93-cIDxEHpYr0B2bPWjr7DvNaZVr1BT

Il primo episodio della serie di contenuti “Storie di donne di storia” è dedicato a Maria Montessori (1870-1952). I video sono realizzati dall’Associazione nazionale tra i medici iscritti agli albi professionali “Club Medici” nell’ambito del network nazionale “Cultura è Salute”.

 

Music and Healing

https://blogs.bmj.com/medical-humanities/2022/10/25/music-and-healing/

Robert Abrams (Weill-Cornell Medicine, New York) recensisce The Sound of Being Human opera autobiografica di Jude Rogers (1978, critica musicale per The Guardian e senior lecturer alla London Metropolitan University) sul ruolo della musica nella sua, e nelle nostre vite.

 

The big idea: why modern medicine can’t work without stories

https://www.theguardian.com/books/2022/aug/15/the-big-idea-why-modern-medicine-cant-work-without-stories

L’articolo analizza come la pandemia da Covid abbia esacerbato una serie di problematiche legate al rapporto medico-paziente, e ricorda come coltivare un dialogo costante sia fondamentale per il percorso di cura.

 

Object Relations Podcast: The Radical Psychiatry of Franco Basaglia

https://thepolyphony.org/2022/08/12/object-relations-podcast-the-radical-psychiatry-of-franco-basaglia/

Secondo episodio di “Object Relations” una serie di quattro podcast dedicati alle relazioni tra politica e psiche. In questo, lo scrittore e ricercatore in storia della medicina Samuel Kelly riflette sulla figura di Franco Basaglia (1924-1980). 

 

Not Just a Bowl of Fruit 

https://aeon.co/videos/its-not-beautiful-but-its-interesting-an-ageing-nude-model-surveys-her-body

La regista lituana Greta Griniūtė con il collega Luke Flanagan (Mind the Gap, 2014) osservano da dietro alla telecamera la modella ottantaquattrenne britannica Diana Mukuma mentre riflette sul suo corpo che invecchiato.

Aggiornamento di Medical Humanities 23.10.2022

Festival della Scienza

https://www.festivalscienza.it/site/home/programma-2022.html

Dal 20 ottobre al 1° novembre si svolge a Genova il Festival della Scienza,  uno degli eventi di diffusione della cultura scientifica diventato, negli anni, un punto di riferimento a livello internazionale.​

AboutFace: Face Transplants, Emotion and History

https://thepolyphony.org/2022/07/11/oral-history-or-personal-archive/

Sarah Hall (progetto AboutFace https://aboutfaceyork.com/), grazie al suo progetto di ricerca coordinato da Fay Bound Alberti (University of York), riflette sui risvolti emotivi e culturali legati al trapianto di viso. Hall usa i social media come strumento di ricerca e analizza cosa pubblicano online i pazienti trapiantati.

The Polyphony Meets China

https://www.youtube.com/watch?v=Ju7556JiuvI

Video di presentazione della collaborazione tra l’Institute for Medical Humanities (IMH) dell’Università di Durham e relativa piattaforma web The Polyphony, con il Narrative Medicine Research Centre (NMRC) cinese.

The Hidden Side of Violence

https://wellcomecollection.org/series/YxnFmxEAAHzJngrE?

In questa serie di contributi Laura Bui (University of Manchester) e la visual artist Jessa Fairbrother (Tate Britain, V&A e altre) esplorano alcuni aspetti della violenza.

The Beast Within: Mental Illness in Arto Paasilinna’s The Howling Miller

https://medicalhealthhumanities.com/2020/10/05/the-beast-within-mental-illness-in-arto-paasilinnas-the-howling-miller/

Avril Tynan (Kulturwissenschaftliche Institut di Essen, Germania) analizza il romanzo Ulvova mylläri (Il mugnaio urlante, 1981) dello scrittore finlandese Arto Paasilinna (1942-2018) alla luce della teoria della degenerazione. Tale teoria, in auge intorno alla metà del XIX secolo, interpretava le malattie mentali come l’effetto di interventi esterni che portano alla degradazione del sistema nervoso.