Antibiotico-resistenza: una ricostruzione storica

Alexander Fleming

Lo sviluppo e l’impiego degli antibiotici, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha rivoluzionato l’approccio al trattamento e alla prevenzione delle malattie infettive e delle infezioni permettendo l’evoluzione della medicina moderna. Tuttavia, la comparsa di resistenza agli antibiotici rischia di rendere vane queste conquiste.

Negli ultimi anni, il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AMR, Antimicrobial resistance) è aumentato notevolmente e ha reso necessaria una valutazione dell’impatto in sanità pubblica, specifica per patogeno, per antibiotico e per area geografica.

Il portale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia come l’AMR vada a minacciare la prevenzione e il trattamento efficaci di una gamma sempre crescente di infezioni causate da batteri, parassiti, virus e funghi (https://www.who.int/health-topics/antimicrobial-resistance#:~:text=AMR%20occurs%20when%20bacteria%2C%20viruses,spread%2C%20severe%20illness%20and%20death.)

L’AMR si verifica quando batteri, virus, funghi e parassiti cambiano nel tempo e non rispondono più ai farmaci che rendono le infezioni più difficili da trattare e aumentano il rischio di diffusione della malattia, malattie gravi e morte. Di conseguenza, i farmaci diventano inefficaci e le infezioni persistono nel corpo, aumentando il rischio di diffusione agli altri.

In questo articolo una ricostruzione storica che sottolinea come, nonostante la crescente attenzione negli ultimi anni, le minacce per la salute poste dalla antibiotico-resistenza non sono nuove.

L’articolo traccia un quadro storico di questi farmaci, usati per prevenire e trattare le infezioni nell’uomo, negli animali e nelle piante a partire dalla straordinaria scoperta di Alexander Fleming della penicillina, che ha portato a una nuova era nella biomedicina. Improvvisamente, gli agenti patogeni che avevano devastato l’uomo per generazioni, diffondendo una morbilità e una mortalità incalcolabili, erano più deboli.

Apparentemente da un giorno all’altro, le malattie infettive si sono ritirate prima della sempre crescente marea di antimicrobici, e gli osservatori ottimisti negli Stati Uniti e in Europa hanno previsto una vittoria rapida e giusta sul flagello dell’infezione. Cosa che non è ovviamente accaduta.

Con la rapidità con cui abbiamo rivendicato nuove vittorie, i microbi hanno iniziato a eludere le nostre ultime armi, alterando le loro pareti cellulari e smantellando i nostri nuovi farmaci miracolosi. Fino ad arrivare a sviluppare una vera e propria resistenza:  questi microorganismi sono indicati come “superbatteri”.

L’articolo ricostruisce in modo puntuale questa storia, che oggi rappresenta uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale con importanti implicazioni sia dal punto di vista clinico (aumento della morbilità, della mortalità, dei giorni di ricovero, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie), sia in termini di ricaduta economica per il costo aggiuntivo richiesto per l’impiego di farmaci e di procedure più onerose, per l’allungamento delle degenze in ospedale e per eventuali invalidità.

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