Sul salasso

Abbiamo detto qui cosa era e perché veniva praticato il salasso, prassi molto diffusa durante una visita medica, non con fini diagnostici, ma per profilassi e scopi terapeutici, praticato con flebotomia.

Sebbene il trattamento fosse tutt’altro che piacevole e non privo di conseguenze dolorose e varie potenziali complicanze, tra le quali anche la morte, il salasso fu molto in voga nell’antichità, fino ai primi decenni dell’Ottocento, sia tra i ceti più umili, che quelli più abbienti.

Divenendo ben presto anche una cospicua fonte di guadagno per i medici, veniva prescritto molto spesso senza alcun motivo preciso, semplicemente era ritenuto utile a scopo precauzionale, per far sì che il sangue venisse rinnovato velocemente: durante questa pratica si rimuovevano dal circolo sanguigno circa 500 ml di sangue (ma alcune fonti documentano anche fino a due litri, in caso di pazienti corpulenti!) e si credeva che in questo modo defluissero via gli “umori cattivi” responsabili delle malattie, oltre al fatto che c’era credenza che il sangue non defluito “ristagnasse” nel corpo umano e creasse disagi fisici; la pratica era quindi prescritta con molta frequenza, al primo sintomo di una non ancora accertata malattia.

Il prelievo di così tanto sangue da indurre una sincope (svenimento) era considerato benefico, e molte sessioni venivano concluse solamente quando il paziente cominciava a perdere i sensi.

Alla fine del Seicento, venne introdotto il cosiddetto “scarificatore“, ossia un ingegnoso apparecchio, che consisteva in una scatola di ottone o argento, dalla quale spuntavano a molla delle lame mobili, azionate da una levetta a scatto; la profondità del taglio nella cute, poteva essere anche regolata tramite una vite.

Tra fine Settecento e inizi Ottocento, il fisiologo francese François Broussais (1772-1838) incentivò l’utilizzo delle sanguisughe, già utilizzate fin dall’antichità, ma più raramente: fu così che milioni di questi anelidi ripugnanti vennero importati in Francia, mentre diverse personalità mediche dell’epoca si scontrarono con Broussais iniziando a teorizzare e dimostrare che il salasso non solo era inefficace per la cura di varie patologie, ma anche che la perdita copiosa di sangue fosse dannosa alla salute.

In molti ritengono che, sebbene il salasso potesse rivelarsi salutare per l’alta società, che viveva di larghi abusi alimentari, tante morti dell’antichità sarebbero state favorite e accentuate dai continui salassi che indebolivano popolazioni già stremate da a malnutrizione e malattie; celebre è il caso di George Washington, che fu trattato con salasso in seguito a un indisposizione: gli furono prelevati quasi 1,7 itri di sangue, contribuendo alla sua morte per infezione alla gola nel 1799. Lo stesso Re Luigi XIV subì trentotto salassi (oltre ad essere purgato circa duemila volte).

Una simpatica e caricaturale filastrocca è assai esaustiva sulle ampie aspettative che i medici dell’antichità riponevano nella pratica del salasso (ma anche dei clisteri), e spiega di conseguenza il suo largo uso, per qualsiasi malattia, e anche senza motivazione: “Siete afflitti dalla febbre quartana? Da calli ai piedi o dalla mattana? Allo spirito o al corpo avete dolori? Soffrite di dentro o soffrite di fuori? Purghe, salassi e clisteri abbondanti, o creperete o ne uscirete esultanti”.

A surgeon binding up a woman’s arm after bloodletting. Oil painting by Jacob Toorenvliet, 1666.
Toornvliet, Jacob, 1635-1719


Data la sua larga diffusione, la pratica compare in alcune opere d’arte, soprattutto seicentesche: il dipinto dell’olandese Jacob Toorenvliet (Il salasso, 1666), forse il più noto a tema, ci propone un dottore intento nella fasciatura del braccio della paziente, che è appena stata sottoposta a un salasso.

Quiringh van brekelankam, il salasso, 1660

L’opera del conterraneo Quiringh van Brekelenkam (Il salasso, 1660 circa) risulta interessante poiché stavolta, a praticare la terapia non è un medico, bensì una donna anziana, testimonianza di come il salasso venisse svolto anche da personale “non qualificato”, ma in ambito casalingo da familiari più “esperti”.

Tra le tante decantate potenziali virtù del salasso, la convinzione che prevenisse gli aborti, così la giovane donna raffigurata potrebbe facilmente essere incinta.

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