Festival Medical Humanities dedicato a etica e tempo

Torna il 26 e 27 ottobre il festival virtuale dedicato in questa IV edizione al tempo e all’etica

Etica e tempo: quale connessione tra queste due parole? Perché il Festival delle Medical Humanities unisce due concetti “potenti” che permeano la vita di ogni essere umano?

Fino al 20 ottobre è possibile rispondere al questionario sulla percezione del tempo di lavoro, di cura e di relazione a questo link

Il tempo è stato affrontato da numerosi movimenti filosofici e scientifici nei secoli, a partire dalla mitologia, in cui Crono era il padre di tutte le cose, e più in generale nell’antichità quando già rappresentava lo scorrere inesorabile dei giorni e la caducità dell’esistenza umana: “Sed fugit interea fugit irreparabile tempus” (Georgiche, III, 284). Che fosse legato al movimento del Sole e dei cieli (Aristotele), al concetto di spazio (Newton) o all’estensione dell’anima (Sant’Agostino), che fosse eterno, ciclico (Pitagora), lineare, misurabile (Galileo) o illusorio (Parmenide), ha quindi sempre rappresentato un punto centrale nella vita dell’uomo. E assume un ruolo ancora più determinante nell’esistenza delle persone quando si parla di salute: è il tempo che resta da vivere da quando viene diagnosticata una patologia degenerativa o il tempo che si rinnova quando si guarisce, è il tempo che fa la differenza tra la vita e la morte quando si interviene su patologie tempo-dipendenti, è il tempo della decisione condivisa e informata, è il tempo che si investe nello svolgere le proprie attività, ma anche nel confrontarsi e nel supportare le persone che quel tempo lo condividono insieme a te, siano esse colleghi, pazienti o care-givers.

Da qui la connessione strettissima con l’etica, una presenza obbligata sullo scenario della cura, che parte dall’ascolto, in una logica “tridimensionale” che chiede di considerare, il bene del malato, il rispetto della sua autonomia e la capacità della comunità di predisporre equamente risposte di salute.

Iconografia della Salute è il festival delle Medical Humanities ideato nel 2020 dal Centro Studi Medical Humanities di Alessandria per valorizzare questo approccio, che riunisce le tante discipline coinvolte che influiscono sul percorso di cura del paziente. Un luogo privilegiato per discutere come le Medical Humanities consentano la piena realizzazione della visione olistica già introdotta e praticata da Ippocrate oltre duemila anni fa.

Il programma del Festival delle Medical Humanities, che si svolgerà in modo virtuale anche per questa quarta edizione il 26 e 27 ottobre, parte proprio dalle domande: quale etica? Quale tempo? Il programma prevede i punti di vista di tutti coloro che partecipano alla cura, con un focus sulla correlazione di questi due concetti e sulle modalità con cui la riflessione etica viene esercitata.

qui il programma completo

 

 

8 OTTOBRE 2023 – SECONDA GIORNATA NAZIONALE DEGLI OSPEDALI STORICI D’ITALIA

visite guidate e musica alla scoperta del patrimonio culturale italiano

Domenica 8 ottobre si celebra la seconda giornata nazionale degli ospedali storici, che offrirà al pubblico la possibilità di conoscere uno dei “giacimenti” culturali oggi meno noti ma sicuramente più interessanti e fecondi della storia del nostro paese.

Da Milano, Firenze, Venezia, Roma e Napoli, passando per Alessandria, Brescia, Lodi e l’Emilia Romagna, sarà possibile visitare gratuitamente luoghi spesso chiusi al pubblico, veri e propri tesori nascosti all’interno di storiche istituzioni ospedaliere, collezioni d’arte, antichi strumenti sanitari, chiese ed edifici monumentali, biblioteche e rare collezioni librarie.

L’iniziativa è organizzata da ACOSI (Associazione culturale ospedali storici italiani), l’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2019 per condividere le migliori pratiche di conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio artistico, storico, culturale ed architettonico degli ospedali storici d’Italia, oltre che promuovere l’incremento trasparente e sostenibile del patrimonio scientifico materiale e immateriale in possesso di aziende sanitarie ed ospedaliere.

L’obiettivo è anche di contribuire a creare un nuovo modello di servizio culturale e turistico, incentivando la collaborazione con le istituzioni e le associazioni territoriali. ACOSI, inoltre, riconosce il valore sussidiario dei musei e delle opere per il potenziamento dell’attività sanitaria e assistenziale e per una maggiore “umanizzazione” delle cure attraverso una fruizione diretta ai pazienti e familiari del patrimonio culturale.

Grazie ad un protocollo firmato con il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, la manifestazione vede come grandi protagonisti ben 14 ospedali storici, tra i più belli d’Italia, che apriranno al pubblico 22 luoghi di interesse artistico e culturale.

La presidenza di ACOSI è a rotazione ogni anno tra i vari enti partecipanti: per il 2023 è in capo a Milano con Marco Giachetti, presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico.

“Gli ospedali italiani sono da sempre al servizio della salute dei cittadini – spiega Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano e presidente di ACOSI per il 2023. L’alto livello delle cure erogate trova le sue origini nella storia plurisecolare di questi ospedali, che sono anche eredi di una formidabile ricchezza di storia e cultura. L’arte del curare si è affinata nei secoli, ed è raccontata bene negli oggetti e nei documenti custoditi dai più antichi ospedali storici d’Italia. Un patrimonio inestimabile dal punto di vista culturale e artistico, che intendiamo far riscoprire ai cittadini grazie alle iniziative di ACOSI, l’Associazione Culturale degli Ospedali Storici Italiani, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di una nobile tradizione di assistenza e il patrimonio di beni culturali che la illustra”.

Durante la Giornata degli Ospedali Storici, nelle sedi aperte al pubblico sarà possibile anche assistere a concerti di musica classica a cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, con il sostegno del Ministero della Cultura. I concerti saranno ispirati alle complesse relazioni tra epidemie e innovazioni artistiche, con repertori che valorizzano la storia musicale delle varie località.

Per dettagli, orari e prenotazioni https://www.acosi.org/attivita-culturali/

Prima mappatura dei patrimoni storici degli ospedali piemontesi

copertina e-book comunità e identità

Presentata lo scorso 29 settembre nel Salone di Rappresentanza dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria la prima mappatura dei patrimoni storici degli ospedali piemontesi all’interno del convegno “Comunità e identità: l’evoluzione dell’Ospedale tra passato, presente e futuro” organizzato dal Centro Documentazione Storia dell’Assistenza e della Sanità Piemontese.

L’obiettivo della giornata è stata la riflessione sul valore degli ospedali quali luoghi identitari per le comunità, attraverso la rilettura dei patrimoni artistici, architettonici e documentali, spesso di grande valore, di cui sono proprietarie le aziende sanitarie del Piemonte. Si tratta di un patrimonio storico meritevole di essere reso accessibile alla comunità nell’ottica di un rinnovato rapporto di fiducia con il sistema sanitario regionale: ecco il perché di un e-book dedicato, facilmente scaricabile e consultabile dal sito dell’Ospedale di Alessandria.

La conoscenza del passato rappresenta, infatti, un importante mezzo per favorire il coinvolgimento della cittadinanza, sensibilizzarla sulle attuali attività sanitarie e di cura, rafforzare il legame con i benefattori. Le relazioni degli esperti sono state mirate a evidenziare il filo conduttore che lega il patrimonio storico all’ospedale contemporaneo nella prospettiva di una visione futura orientata al paziente e alla comunità.
In particolare l’evento è stato strutturato in cinque sezioni. Dopo la presentazione del censimento da parte di Paola Cosola, Archivista del Centro Documentazione – Biblioteca Biomedica dell’Ospedale di Alessandria, si è parlato di “Ospedali storici, risorse e patrimonio per la comunità” insieme a Paolo Galimberti, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Daniela Caffaratto, ispettore onorario della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta e Sara Abram, Segretaria Generale della Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino, moderati da Elena Franco, membro Cultural Welfare Center e architetto – fotografa del Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities. “L’ospedale tra presente e futuro, una città nella città” è invece il titolo della seconda sessione, che è stata moderata da Federico Goria del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università del Piemonte Orientale, con gli interventi di Giovanna Perino, Dirigente dell’Area Salute e Sviluppo del Sistema Sanitario dell’Istituto Ricerche Socio Economiche del Piemonte (IRES), e Francesco Novelli del Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino. La mattinata si è conclusa con la presentazione delle buone pratiche del Piemonte rappresentate dall’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Città di Novara, con Alberto Scanferla, dall’Ordine Mauriziano di Torino, con la Direttrice dell’Archivio Storico Cristina Scalon, dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, con la Responsabile della Struttura Patrimonio e Attività Amministrative Trasversali Rita Aimale, e infine dall’ASL Città di Torino, con il Direttore della Struttura Tecnico Area Territoriale Carlo Sala.

Nel pomeriggio l’approfondimento di Stefano Benedetto, Direttore dell’Archivio di Stato di Torino e Soprintendente ad interim della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta, che ha tracciato una prospettiva di lavoro nella generazione di competenze comuni per la rete dei referenti dei patrimoni.

Proprio questo, infatti, è il prossimo obiettivo da raggiungere: un gruppo di lavoro piemontese che possa valorizzare in modo sinergico questo patrimonio, talvolta nascosto, talvolta non pienamente colto.

Per questo motivo è stato istituito il Centro di Documentazione Storia della Assistenza e della Sanità Piemontese quale articolazione dell’Infrastruttura Ricerca, Formazione, Innovazione (SC IRFI) afferente al Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Il Centro di Documentazione è un luogo di progettazione di eventi legati alla tutela, conservazione e valorizzazione dei patrimoni storici della sanità piemontese: le aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte, infatti, sono proprietarie di beni storici e artistici di grande valore, ad oggi non censiti in modo strutturato e aggiornato, meritevoli di essere resi accessibili alla comunità.

La mappatura realizzata rappresenta il primo di una serie di step, anche finalizzati alla catalogazione dei patrimoni che consentirebbe di mettere in luce la quantità e qualità di beni culturali, molto diversi per tipologia, garantendo una maggiore consapevolezza del ruolo dell’assistenza e della sanità da parte dei cittadini fruitori dei servizi sanitari. Inoltre, l’accesso a un ricco patrimonio storico e la conoscenza del passato, rappresentano un importante mezzo per promuovere il coinvolgimento della cittadinanza, sensibilizzarla sulle attuali attività sanitarie e di cura, rafforzare il legame con i benefattori, promuovere il volontariato.

Il fine è rendere consapevoli le istituzioni sanitarie di un loro patrimonio storico (sia librario che archivistico, documentario e artistico) per la maggior parte sconosciuto e per il quale non esistono figure professionali, normative e finanziamenti tali da garantire l’adempimento di adeguati progetti di ricognizione, conservazione, tutela e valorizzazione. Il Centro di Documentazione rappresenta una istituzione che, operando al di fuori delle aziende sanitarie ma in stretto contatto, sensibilizza sull’argomento e promuove attività e progetti la cui realizzazione rischia di rimanere priva di un interlocutore adeguato. 

La giornata, coordinata dal DAIRI Regionale diretto da Antonio Maconi a cui afferisce il Centro di Documentazione Storia della Assistenza e della Sanità piemontese, è stata quindi l’occasione presentare la mappatura dei patrimoni e avviare la rete e le azioni sinergiche funzionali allo sviluppo di  di progetti di valorizzazione.