Aggiornamenti Medical Humanities 11.09.2022

Prende avvio una nuova rubrica con la rassegna di Medical Humanities: ogni domenica articoli selezionati dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities. Per inviare eventuali segnalazioni è possibile scrivere a info@curaecomunita.it

SENSORAMA

http://www.museoman.it/it/mostre/mostra/SENSORAMA/
L’illusione è la nostra realtà. La mostra “Sensorama”, dal nome di una macchina ideata nel 1957 dal regista statunitense Morton Heilig (1926-1997) per testare esperienza sinestetiche, affida alle opere di artisti e videomaker contemporanei l’esplorazione della relazione tra Visione e Percezione con l’obiettivo di mostrare la complessità dei fenomeni cognitivi.

The future of medicine

https://www.ted.com/playlists/23/the_future_of_medicine
Playlist di conferenze dedicate alla medicina del futuro: dalla chirurgia con gli ultrasuoni al cerotto vaccinale Nanopatch.

MEDICAL ANTHROPOLOGY: How Illness is Traditionally Perceived and Cured Around the World

https://www2.palomar.edu/anthro/medical/default.htm
Directory di fonti dedicate all’antropologia medica a cura del Palomar College di San Marcos, California: vi si trovano concetti introduttivi, sitografia e glossari.

Wounds and Wonder: Emotion, Imagination and War in the Cultures of Romantic Surgery

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/1754-0208.12684
L’articolo, utilizzando come fonte gli scritti dei fratelli scozzesi Charles (1774-1842) e George Bell (1770-1843), entrambi chirurghi, analizza gli aspetti emotivi di esercitare la professione durante gli eventi bellici.

JACOB LEVY MORENO E LO PSICODRAMMA

https://www.medicinanarrativa.eu/biografia-moreno-e-psicodramma?utm_source=nl88
Il post, che contiene anche due contenuti video, è dedicato a Jacob Moreno Levy (1889-1974), psichiatra, psicologo, filosofo, sociologo e padre dello Psicodramma, del Sociodramma e degli Action Methods, considerato il protagonista della terza rivoluzione psichiatrica dopo quelle di Alfred Binet (1857-1911) e Sigmund Freud (1856-1939).

Festival Medical Humanities dedicato a fiducia e fine vita

torna dal 24 al 26 ottobre l’appuntamento virtuale con iconografia della salute

Iconografia della Salute è il festival delle Medical Humanities ideato nel 2020 dal Centro Studi Medical Humanities di Alessandria per valorizzare questo approccio, che riunisce le tante discipline coinvolte che influiscono sul percorso di cura del paziente. Il Festival si svolgerà in maniera virtuale dal 24 al 26 ottobre rinnovandosi nel format, anche grazie alla collaborazione con il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Medicina Narrativa, grazie al Comitato Scientifico del Festival con Cristina Cenci, Antropologa Founder dell’Istituto di Ricerca Body&Society LAB e del Center for Digital Health Humanities; Amalia Egle Gentile, Centro Nazionale Malattie Rare Istituto Superiore di Sanità; Stefania Polvani, Presidente Società Italiana Medicina Narrativa; Domenica Taruscio, Direttore Centro Nazionale Malattie Rare Istituto Superiore di Sanità e Mariateresa Dacquino, direttore del Centro Studi per le Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria.

La terza edizione di Iconografia della Salute vede un focus su due parole chiave, ossia la fiducia e il fine vita: due temi delicati e d’attualità, tra loro strettamente correlati se si pensa al rapporto operatori di cura e persone assistite o ai momenti in cui il caregiver si confronta con le disposizioni anticipate di trattamento. I due argomenti rappresentano due momenti della narrazione, collegati alla capacità di ascolto dell’operatore di cura che dovrebbe svolgersi nell’intimità e con il coinvolgimento delle persone care che condividono il percorso degli assistiti.

La prima giornata del Festival sarà quindi dedicata alla fiducia, con la relazione introduttiva di Sandro Spinsanti, fondatore e direttore dell’Istituto Giano per le medical humanities, componente del Comitato nazionale per la bioetica e presidente di numerosi comitati etici per la ricerca e autore di ‘Una diversa fiducia’ (Il Pensiero Scientifico Editore) nella quale sottolinea l’importanza della fiducia come impegno sociale prioritario, proprio a seguito di quanto è emerso con la pandemia.
A seguire poi la presentazione del progetto progetto “Building Trust Italy” realizzato da Slow Medicine, con il vice presidente Domenico Colimberti che illustrerà le implementazioni sperimentali, già in corso di svolgimento presso gli Spedali Civili di Brescia e l’Ospedale San Donato di Arezzo.
La fiducia è alla base del rapporto tra gli operatori sanitari e il paziente, permette infatti una maggiore aderenza alle terapie e conduce a una migliore qualità di vita attraverso il dialogo e l’ascolto reciproco. Questo concetto è alla base della terza presentazione, realizzata da Nicoletta Suter, Società Italiana Medicina Narrativa e Davide Dealberti, Direttore SC Ostetricia e Ginecologia Azienda Ospedaliera Alessandria, che stanno implementando un vero e proprio reparto narrativo, alimentando la fiducia attraverso la narrazione. È prevista poi una sessione moderata da Patrizia Zeppegno, Professore associato UPO insieme agli Studenti di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale, su come è possibile ‘costruire’ la fiducia.
La seconda giornata – il 25 ottobre – sarà dedicata al fine vita, un tema sociale e culturale, che si interseca con i valori che attribuiamo alla vita e alla morte e al periodo storico di riferimento, di pace, di guerra e di emergenza.
La relazione di apertura è affidata a Marina Sozzi, Direttrice Associazione SAMCO onlus che ha come obiettivo l’erogazione di cure palliative e il sostegno delle persone affette da malattie oncologiche, o altre patologie croniche e degenerative. A seguire poi il racconto dell’esperienza di Spoleto, raccolto nella pubblicazione “In modo giusto. Medicina narrativa nelle cure di fine vita” di Marta De Angelis e Paolo Trenta. Sempre sul tema dell’accompagnamento sarà presentato il progetto condotto nella Geriatria di Alessandria da Vincenza Ferrara, Direttrice del Laboratorio di Arte e Medical Humanities della Sapienza Università di Roma e Aldo Bellora, Direttore SC Geriatria Azienda Ospedaliera Alessandria.
Da ultimo poi un excursus della cure palliative nella storia della medicina curato da Donatella Lippi, Professore Associato di Storia della Medicina presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Firenze.

La terza giornata sarà invece aperta ai contributi di chi intende candidare il proprio progetto, che saranno oggetto di presentazione nelle due sessioni del 26 ottobre; inoltre, tutti i poster saranno proiettati nello spazio virtuale e dopo un’ulteriore peer review, saranno pubblicati in un numero speciale dei Working Paper of Public Health, rivista multidisciplinare in Sanità Pubblica, online e Open Access dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. È possibile inviare la propria candidatura fino al 20 di settembre: il regolamento per la partecipazione con le informazioni dettagliate è disponibile sul sito del Festival www.iconografiadellasalute.it

Il Centro Studi per le Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria rappresenta un un luogo privilegiato per discutere come le Medical Humanities consentano la piena realizzazione della visione olistica già introdotta e praticata da Ippocrate oltre duemila anni fa. L’Azienda Ospedaliera di Alessandria ha ritenuto strategico dare avvio a questo percorso di promozione, sostegno e potenziamento della ricerca nel settore delle Medical Humanities proprio attraverso l’istituzione del Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities, strutturato nell’Infrastruttura Ricerca, Formazione e Innovazione, con sede operativa presso il Centro Documentazione-Biblioteca Biomedica.
La missione del Centro Studi è l’approfondimento degli studi delle Medical Humanities, favorirne la conoscenza nella pratica clinica quotidiana e il loro insegnamento con la consapevolezza che esse tendono allo studio di tutte le forme che definiscono il rapporto fiduciario tra medico e paziente. 
Fanno parte del Comitato Scientifico del Centro Studi: Mario Cardano, Professore ordinario di Sociologia della salute presso il Dipartimento di culture, politica e società dell'Università di Torino, Ivo Casagranda, Formatore e divulgatore scientifico, Roberta Lombardi, Direttore Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica Università del Piemonte Orientale, Catterina Seia, Presidente Cultural Welfare Center, Sandro Spinsanti, Fondatore dell’Istituto Giano per le Medical Humanities e il Management della Sanità.