La semeiotica e la percussione

Corvisart: il medico di Napoleone che rilanciò la percussione

Ad inizio ‘800 grazie a Corvisart des Marets (Dricourt, Ardennes, 1755 – Parigi 1821), professore di clinica medica, medico di Napoleone I, venne perfezionato il metodo della percussione, già introdotto in clinica dall’austriaco Auenbrugger.

Jean-Nicolas Corvisart des Marets

Studiò dapprima diritto poi medicina a Parigi, divenne presto aggiunto alla cattedra d’anatomia, poi a quella di clinica medica; nel 1786 ebbe la nomina a professore di clinica alla Charité. Volgarizzò e perfezionò il metodo della percussione per la diagnosi delle malattie interne scoperto dal viennese Auenbrugger, la cui opera tradusse e commentò (Nouvelle Méthode pour reconnaître les maladies internes de la poitrine par la percussion de cette cavité, Parigi 1808).
Nel 1807 divenne medico di Napoleone I e nel 1811 membro dell’Istituto. La sua opera Essai sur les maladies et les lesions du cøur et des vaisseaux (Parigi 1806) è d’importanza nella storia dell’anatomia patologica del cuore.

Il suo lavoro si inserisce in un contesto che fino al ‘700 ha visto come  principale fonte di informazioni diagnostiche il resoconto dei sintomi del malato: la malattia era soprattutto identificata attraverso la narrazione dei sintomi. Esistevano osservazioni oggettive: le paralisi, I liquidi emessi con l’espettorazione o col vomito, l’urina, le feci, ecc. ma erano interpretate in modo empirico e non sistematico e sempre con riferimento alla sintomatologia riferita. Nel 1761 furono pubblicati due libri che segnavano una decisa innovazione: il De Sedibus et Causis Morborum per Anatomen Indagatis di Giovanni Battista Morgagni e l’Inventum Novum di Leopold Auenbrugger.

 

Nel De Sedibus, monumentale trattato in forma epistolare, composto da settanta lettere ad un allievo immaginario, Morgagni riporta le osservazioni condotte direttamente da lui o da suoi colleghi su varie centinaia di autopsie e correla il reperto autoptico alla sintomatologia riscontrata in vita. L’innovazione è profonda: la malattia non è più una collezione di sintomi ma una o più lesioni anatomiche oggettivamente riscontrabili.

Auenbrugger insieme alla moglie

Joseph Leopold Auenbrugger (Graz, 19 novembre 1722 – Vienna, 18 maggio 1809 ), medico austriaco, allievo di Gerhard van Swieten presso l’Università di Vienna, è considerato il padre della semeiotica : “Qui presento al lettore un nuovo segno che ho scoperto per rilevare malattie del torace. Consiste nella percussione del torace umano, per cui, in base al carattere dei suoni particolari suscitati, si forma un’opinione sullo stato interno di quella cavità. (…) Il respiro, un suono come di un tamburo ricoperto da un panno è indice di torace sano, mentre un suono attutito o di tono più alto del solito, è indice di una condizione morbosa”.
Dopo sette anni di indagini, pubblicò il metodo su Inventum Novum (1761), sebbene la sua tecnica non ottenne riconoscimento e accettazione fino a anni dopo la sua morte, grazie appunto alla riedizione dell’opera con Corvisart.

Corvisart riconobbe l’efficacia della tecnica soprattutto nella diagnosi di malattie cardiache, polmonari ed ascessi: grazie alla descrizioni fornite da Auenbrugger, Corvisart elaborò successive ipotesi utili a diagnosticare l’ingrandimento del cuore senza il beneficio di tecniche moderne quali la radiologia e l’ecocardiografia. Naturalmente, il metodo era alquanto grossolano e soggettivo, eppure marcò un fondamentale punto d’arrivo nell’esame fisico.

È interessante notare che quando Laénnec introdusse la sua auscultazione mediata egli utilizzava la percussione  toracica  mentre sentiva con lo stetoscopio.

Galeno

Galeno fu il primo fisiologo che studiò il sistema nervoso: grazie a esperimenti condotti principalmente su maiali, descrisse le conseguenze dell’interruzione del midollo spinale a diversi livelli.
La patologia galenica è frutto della fusione della dottrina umorale ippocratica, con quella meccanica (dottrina dei pori di Asclepiade).
Sull’alterazione funzionale degli organi, secondaria ad una loro lesione, Galeno fondò la definizione di vari quadri clinici, in quanto i sintomi costituiscono gli effetti della malattia.

Galeno distinse quattro gruppi di malattie: malattie dei quattro umori; malattie delle parti semplici o tessuti (infiammazioni); malattie organiche o delle parti strumentali formate dalle parti semplici (vene, arterie, nervi, muscoli, ossa); malattie traumatiche.

La patologia galenica è contenuta nell’ “Ars medica” che costituì per secoli il testo fondamentale dell’insegnamento in medicina.

Nella clinica, Galeno diede grandissima alla semeiotica: per conoscere gli effetti della malattia sull’organismo in generale e sui singoli organi ricercò scrupolosamente gli scrupoli.

Da questa sua minuziosa ricerca risultarono numerose e preziose nuove cognizioni, anche se spesso intramezzate con discussioni teoriche e con formule filosofiche.

L’importanza attribuita alla semeiotica permise a Galeno di di porre diagnosi fini che oggi meravigliano: stabilì la diagnosi differenziale fra emottisi ed ematemesi; descrisse le vomiche, le febbri e i sintomi dell’infiammazione. Diede molta importanza all’esame delle urine e a quella del polso.

Anche nella terapia Galeno si discostò da Ippocrate: non riconoscendo nella natura l’unico mezzo curativo, fece ricorso ad un impiego non indifferente di farmaci.
Ma questo sarà l’argomento del prossimo articolo!