Rasori e la teoria del controstimolo

La teoria di Brown venne ulteriormente sviluppata da Giovanni Rasori (1766- 1837) che vi apportò anche alcune modifiche. Nato a Parma, si laureò in medicina nella sua città natale e nel 1796 venne chiamato a famiglia per succedere a Giuseppe Franca nella cattedra. Ebbe una vita agitatissima, sia come professore sia come politico. Come professore, a causa delle teorie mediche da lui professate in contrasto con quelle classiche galeniche che ancora erano dominanti, venne allontanato dalla cattedra. Come politico, essendo vicino alle idee di Napoleone e l’acerrimo nemico del governo austriaco, ebbe grandi onori dal primo (fu nominato segretario generale degli affari interni della Repubblica cisalpina, Protomedico dello Stato, rettore dell’università di Pavia) e grossi dispiacere per seconda, che lo videro come cospiratore e culminarono nella condanna a quattro anni di carcere.


La teoria medica ideata da Rasori deriva fondamentalmente da quella di Brown da cui prese il concetto di risposta per eccesso per difetto della sostanza vivente alla stimolazione. Mentre per Brown la ragione della stenia e dell’astenia era posta nella esaltata o indebolita capacità della sostanza vivente di rispondere allo stimolo, per Rasori invece tale capacità di risposta rimaneva invariata. Anzi, Rasori rovesciò l’impostazione browniana, perché stabilì che le malattie non fossero dettate da un difetto di stimolo, bensì da un eccesso e propose pertanto come strumento terapeutico il controstimolo mediante l’impiego di flebotomie e di tartaro stibiato. La sua proposta si inseriva nel dibattito culturale allora in corso a Milano sulla necessità di fondare una cultura nazionale attorno alla quale stabilizzare il nuovo ordine.
Rasori stabilì così uno speciale sistema che fu definito di “stimolo e controstimolo”, secondo il quale le malattie vengono distinte in steniche se prodotte dagli stimoli e in asteniche se prodotte dal controstimolo. Nella terapia oltre a ricorrere all’uso di farmaci stimolanti e rilassanti, egli fece largo uso del salasso anche in maniera molto copiosa.
Dal 1802, in parallelo alla nascita della Repubblica Italiana, Rasori avviò la pubblicazione degli Annali di medicina, che si prefiggevano il compito di mettere in luce il contributo della scienza nazionale allo sviluppo della medicina, mentre a far data dal 1803 avviò la traduzione dell’opera di Erasmo Darwin che, pubblicata con il titolo di Zoonomia, gli consentì di porre su più ampie basi la sua teoria del controstimolo.