Il Settecento: gli anatomici inglesi

Tra gli anatomici inglesi nel Settecento rifulsero per gli studi di anatomia umana e comparata, per la loro raccolta di 13.000 pezzi anatomici e i risultati tratti dalla dissezione di oltre 500 specie animali i fratelli John (1728- 1793) e William Hunter (1718-1783), oltre a James Douglas e Alexander Monro. Leggi tutto “Il Settecento: gli anatomici inglesi”

Albrecht von Haller

Il primato culturale che aveva visto eccellere l’Italia fino al Seicento viene via via messo in discussione e nel campo dell’anatomia a metà del secolo passa alla Germania, dove la scuola anatomica afferente ad Albrecht von Haller conquistò la supremazia in Europa. Leggi tutto “Albrecht von Haller”

Gli anatomici italiani nel Settecento – prima parte

In Italia la scuola anatomica dopo Morgagni vide numerosi studiosi degni di essere menzionati, ciascuno avendo fornito per la propria parte un importante contributo nell’evoluzione della storia della medicina, ma soprattutto anche per sottolineare e qualificare il rilievo e i contributi italiani nel Settecento dal punto di vista scientifico. Leggi tutto “Gli anatomici italiani nel Settecento – prima parte”

Altre scoperte anatomiche del Seicento

La ricerca medica nel Seicento si orienta sempre di più verso un empirismo pragmatico, i cui massimi esponenti italiani sono Borelli e Malpighi: in Italia, però, il peso della censura religiosa e politica è tale ostacolare la ricerca, come nel caso di Borelli.

Fatto questo che non accade in Inghilterra e Olanda, paesi che in questo periodo emergono nella scena della ricerca scientifica, proprio grazie al progresso politico ed economico. Peraltro, le istituzioni scientifiche – come le università e le accademie – sono incoraggiate dalla società e dalla politica, come dimostra la brillante istituzione della Royal Society nel 1660, che darà avvio ad una rivista ancora oggi esistente. In Inghilterra, inoltre, la pratica medica fiorisce sia nella metropoli che in altri centri: è il caso del circolo dei “fisiologi di Oxford”, un piccolo centro universitario che ispirandosi alla chimica di Boyle, si dedica a chiarire il funzionamento di attività cruciali dell’organismo.

Thomas Willis

Ne fanno parte Thomas Willis (1621-1657), scopritore del circolo anastomotico (che viene definito proprio poligono di Willis, un cerchio di arterie interconnesse tra loro, situato a livello dell’encefalo con la funzione di ossigenare gli emisferi cerebrali).

Proprio grazie all’introduzione del microscopio, nel corso del Seicento l’anatomia e la fisiologia trovano una nuova integrazione, innovandosi l’una con l’altra, grazie a osservazioni metodiche e rigorose.
E oltre alle scoperte essenziali già citate, tra cui la circolazione linfatica di Aselli, il lavoro di Thomas Bartholin, si aggiungono numerose scoperte, effettuate da studiosi che meritano di essere nominati.

Thomas Wharton
  • Thomas Wharton (1614-1673), inglese – descrizione e classificazione della ghiandola come struttura anatomica con proprietà specifiche;
  • Nils Stensen, detto Stenone (1638-1686), danese – canale naso-palatino, foro dentale superiore;
  • Antonio Nuck (1650-1692), olandese – processo peritoneo vaginale femminile contenuto nel canale inguinale;
  • Giovanni Corrado Brunner (1653-1727), tedesco – ghiandole duodenali;
  • Antonio Maria Valsalva (1666-1723) – seni aortico e polmonare;
  • Francis Glisson (1597-1677), inglese – capsula del fegato;
  • William Cowper (1666-1709), inglese – ghiandole ureterali.

Bartolomeo Eustachi: un anatomico “dimenticato”

Un grande anatomico rinascimentale che gettò le basi per gli studi moderni del corpo umano è stato Bartolomeo Eustachi (1500/1510-1574).  Il tubo di Eustachio, che si estende dall’orecchio medio fino alla faringe, porta il suo nome. E senza dubbio il suo posto nella storia dell’anatomia sarebbe stato più importante se le incisioni su rame che aveva sviluppato con Pier Matteo Pini, suo allievo, non fossero scomparse dopo la sua morte. Leggi tutto “Bartolomeo Eustachi: un anatomico “dimenticato””