Personalità giuridica del medico: a quando risale?

Il Medioevo viene ritenuto un periodo di stasi per tutte le scienze, compresa la Medicina. Ma nonostante la disciplina fosse ad un livello molto basso, in questo periodo rimasero centri molto attivi, tra cui Costantinopoli a cui fa riferimento la cosiddetta medicina bizantina, oltre che in alcune nazioni occidentali.
Con il termine “medicina bizantina” viene indicato il luogo dove sono nati i medici che l’hanno rappresentata e non una forma particolare di medicina: non ha, infatti, particolari caratteristiche che la rendano differente dalla medicina classica. A questi medici, denominati “compilatori bizantini”, va la gratitudine dei posteri in quanto hanno raccolto e trascritto le opere dei loro predecessori che altrimenti sarebbero andate distrutte. Oribasio, Aezio, Alessandro e Paolo di Egina: sono loro i “compilatori bizantini” che ci permettono di conoscere la tecnica di Antillo, il chirurgo romano che per primo effettuò l’aneurisma mediante legatura. Aezio si concentrò in particolare sulle patologie di occhi, orecchie naso e gola. Grazie ad Alessandro di Trales abbiamo minuziose descrizioni delle malattie dell’apparato respiratorio, mentre Paolo di Egina (isola situata vicino ad Atene) si concentrò sulla chirurgia, tanto che la sua opera veniva ancora commentata nel 1600 presso la Facoltà medica di Parigi.
Ma il contributo maggiore che va reso alla medicina bizantina è il riconoscimento della personalità giuridica del medico e lo sviluppo dell’assistenza ospedaliera religiosa, che avrà successivamente un grande diffusione in occidente: sarà poi l’elemento di maggiore caratterizzazione della medicina medievale.
E’ nel “Corpus juris Justinianeum” che compare per la prima volta la definizione della personalità giudica del medico: la legge prevede il conferimento di titoli onorifici per l’opera umanitaria svolta e conferisce l’incarico per l’assistenza medica e per l’insegnamento.

Perchè questo blog

Cura e comunità: due concetti strettamente connessi, legati al comune denominatore della persona,  che hanno subito una evoluzione nel corso dei secoli in funzione l’una dell’altra.
Questo blog ha come obiettivo raccontare come fosse in passato la cura alle persone e come l’assistenza ai malati abbia subito numerose evoluzioni, in virtù delle scoperte che nel corso dei secoli hanno permesso di arrivare fino ai giorni nostri, al concetto moderno di Medicina.
È fondamentale affrontare l’argomento parlando dell’opera dei professionisti dedicati a questa nobile arte, che hanno vissuto alti e bassi nella considerazione popolare, da grandi pensatori a poco più che “barbieri”, fino ai grandi professionisti e scienziati che conosciamo.
La storia è fatta da uomini, ma anche da luoghi: ecco perché l’evoluzione della cura resa possibile dagli uomini è inscindibile da quella dei contesti in cui era svolta l’assistenza. Dall’architettura e dalle strutture che via via, nel corso della storia, si sono modificate per meglio svolgere un ruolo sempre più adeguato e idoneo alle richieste dei professionisti della salute.
In questa cornice, le comunità assumono un ruolo di primo piano: talune hanno saputo cogliere le richieste della medicina e costruendo intorno ad essa il cuore della comunità, ne sono testimonianze Pavia e Bologna, solo per citarne un paio.
In tutti i casi, intorno all’ospedale è nato un interesse della comunità, che con generosità ha cercato di supportare e agevolare il processo di sviluppo e di innovazione, che in molti casi continua fino ad oggi. Poi ci sono le figure dei benefattori, grandi uomini che hanno segnato la storia.
Qui verranno portati esempi, in ordine sparso, di come la cura e la comunità, siano cresciute e cambiate insieme nel corso dei secoli.
Buona lettura!