Giovanni Maria Lancisi e la Biblioteca Lancisana

Giovanni Maria Lancisi, medico all’ospedale di S. Spirito, archiatra pontificio di Giovan Francesco Albani, papa Clemente XI, lettore allo Studium Urbis Sapientiae, l’università di Roma, è una delle figure più complesse e interessanti della medicina italiana di primo Settecento. A 31 anni era già insegnante di Anatomia alla Sapienza e tre anni dopo archiatra pontificio, carica che occupò con tre papi. Leggi tutto “Giovanni Maria Lancisi e la Biblioteca Lancisana”

Samuel August Tissot

Nel 1761 Samuel August Tissot pubblica a Losanna il divulgatissimo “Avis au peuple sur sa santé”. Medico, nato a Grancy (Svizzera) il 20 marzo 1728, morto a Losanna il 15 giugno 1797. Studiò a Ginevra e a Montpellier, dove ebbe la laurea nel 1749. Fece un’efficace propaganda in favore dell’inoculazione per prevenire il vaiolo nel suo scritto L’inoculation justifiée (Losanna 1756). Fu uno dei medici più noti del suo tempo, geniale nelle sue innovazioni nel campo della terapia. La sua rinomanza fu dovuta in prima linea al suo libro Avis au peuple sur la santé (Losanna 1761), tradotto in tutte le lingue, e a un libro che sembrò ai suoi tempi straordinariamente audace, L’onanisme (Losanna 1760).

Tissot fu forse il primo scrittore il quale si rivolse con i suoi scritti d’igiene a un vasto pubblico. Molto letti furono anche i suoi libri De valetudine litteratorum (Losanna 1766) ed Essai sur les maladies de gens du monde (ivi 1770)

Tissot è il primo professore universitario a tenere lezioni di clinica medica presso l’Ospedale San Matteo di Pavia. Il suo successore, il renano Johann Peter Frank, elabora un nuovo piano di studi e un piano regolatore (1788) per una radicale riforma degli ospedali lombardi. Questa riforma segna la rinascita dell’Università di Pavia ed è caratterizzata da un nuovo modello di rapporto tra sanità e società, con l’apertura delle facoltà mediche anche a giovani provenienti dalla piccola borghesia, rompendo così una tradizione semi- millenaria.

Bichat e l’istologia

Francesco Bichat (1771-1802) professore di chirurgia a Parigi, appartiene alla storia della fisiologia e in parti tempo viene considerato il fondatore della moderna istologia. Raccogliendo il fondamentale positivo messaggio di Morgagni, continuò sulla via tracciata da questo grande maestro, spostando però la sua attenzione dagli organi ai tessuti. Egli creò un metodo di studio basato sull’anatomia, sulla fisiologia e sull’anatomia patologica, che gli permise di formulare concetti personali assai chiari sulla funzione dei tessuti sia in condizioni normali sia in quelle patologiche. Le opere scritte su questo argomento, data la sua brevissima vita (morì a 31 anni per tubercolosi) non furono molte ma furono di grande valore. Di esse ricordiamo il “Trattato delle membrane”, “Il trattato di anatomia generale applicato alla fisiologia” e l’”Anatomia generale”, che fu la sua opera fondamentale in quel posto le basi della funzione biologica dei tessuti. Continuatore della sua dottrina furono Schwann, creatore della teoria cellulare e Wirchow ideatore della patologia cellulare.

La Tormentilla

La tormentilla è una piccola pianta di altezza media, dai fiori gialli a quattro petali, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
L’origine del nome indica in quali considerazione erano tenute le proprietà medicinali di questa pianta: Potentilla deriva dal latino potens, potente. Tormentilla deriva da tormen, colica. Questa denominazione è assegnata quelle piante con potere astringente e che guariscono le coliche.

Pianta sconosciuta nell’antichità, la tormentilla ebbe riconosciute le sue proprietà nel XVI secolo e fu utilizzata contro diversi dolori, quello dei denti e naturalmente le coliche. Il suo rizoma si utilizza dopo l’essiccamento.
La tormentilla è una delle piante salutari più ricche in tannini, i quali esercitano sull’organismo proprietà astringenti, antinfiammatorie, antimicrobiche, decongestionanti e lenitive.
Il suo alto contenuto di tannino la rende incompatibile con altre sostanze come il ferro, gli alcani, lo iodio alcuni metalli pesanti e con altre piante medicinali come da noi la camomilla.

Gli estratti di tormentilla hanno anche un effetto antibatterico e sono pertanto indicati nell’igiene orale contro le infiammazioni della bocca e della gola (stomatiti, ulcerazioni e afte) e per il mal di denti.

Hospitalia a Siena

Cura e Comunità ha sempre posto grande attenzione ai luoghi dell’assistenza, anche grazie alla sensibilità artistica di Elena Franco, che da anni ricerca e fotografa la memoria degli antichi ospedali in Europa. E lo scorso 12 aprile ha visto un ulteriore elemento qualificante del lavoro dell’artista: la mostra presentata a Siena al Santa Maria della Scala, disponibile fino al 7 luglio 2019.

Hospitalia. O sul significato della cura è un progetto fotografico che parte dalle architetture degli antichi ospedali europei – vere e proprie città nella città – per aprirsi al territorio, attraverso le donazioni che, nel corso dei secoli, i benefattori hanno devoluto per la cura di questi centri dell’accoglienza.

Questo maestoso e ambizioso progetto si può ammirare fino a luglio a Siena: attraverso 43 fotografie e 2 video documenta edifici ospedalieri storici in un itinerario che, da Siena, attraversa Venezia, Cremona, Milano, Alessandria, Vercelli, Torino, Arles, Bourg-en-Bresse, Lione, Parigi, fino a Lessines in Belgio. Non è solo quindi una ricerca estetizzante, ma uno studio ben condotto. Gli scatti non seguono un itinerario geografico, ma sono inseriti in raggruppamenti tematici, che suggeriscono una stimolante chiave di lettura: monumentalità-bellezza, liturgia-rito, limite-legame, memoria-archivio, comunità-solidarietà, autarchia-sostenibilità, paesaggio-ambiente, riuso-trasformazione, e da essi emergono affinità e somiglianze anche in luoghi tra loro remoti.
Si tratta di un’indagine, infatti, che interroga gli edifici e gli archivi per scoprire le storie degli uomini e delle comunità che hanno costruito e gestito tali importanti monumenti sociali. Ma è anche testimonianza del viaggio che Elena Franco ha compiuto, negli ultimi sette anni, per dare un senso alla malattia e alla morte proprio in quei luoghi che sono testimoni della fragilità ma, al contempo, del senso più profondo delle nostre esistenze. E’ un approfondimento che vuole incoraggiare la riflessione sul riuso e la messa in rete di queste strutture, in Italia e all’estero, avendo già ottenuto quale esito che, in alcuni fra i siti fotografati, si siano realizzati specifici progetti di valorizzazione. La ricerca si è tradotta in un progetto speciale de “Il Giornale dell’Architettura” e in un libro – Hospitalia. O sul significato della cura (ARTEMA 2017) – a cura di Tiziana Bonomo e con prefazione del giornalista Domenico Quirico, oltre che in alcuni approfondimenti locali, come nel caso del volume “La rinascita dell’ex ospedale di Sant’Andrea a Vercelli” (Silvana Editoriale, 2016).
Il risultato si presenta come un “glossario visivo” che restituisce alla memoria collettiva un patrimonio architettonico, artistico, medico e sociale, in modo da suggerire nuove interpretazioni per la storia comunitaria e individuale, ponendo l’accento sui meccanismi di solidarietà che sono stati per secoli alla base dell’accoglienza dei malati e dei poveri in Europa.

12 aprile – 7 luglio 2019

Siena, Santa Maria della Scala
Piazza Duomo

Orari: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica: ore 10.00 – 19.00
Giovedì: ore 10.00-22.00
Ultimo ingresso un’ora prima l’orario di chiusura del museo
La mostra è compresa nel biglietto di ingresso al museo