Il Settecento: l’epoca dei “lumi”

Secolo di profonde innovazioni nella storia della pratica clinica, nello sviluppo di nuove dottrine e nelle strutture di ricovero in tutta Europa, il Settecento fu secolo della ricerca “dei lumi” ossia della conoscenza.
Due furono essenzialmente le vie seguite a questo scopo: una basata sulla ragione, l’altra sul valore dell’esperimento effettuato secondo il metodo galileiano.
Un secolo che fu per la medicina periodo di preparazione alla rivoluzione che si manifesta nel periodo successivo, dal quale sorgerà la moderna medicina. In questo periodo avvenne la verifica di quanto era stato acquisito nei secoli precedenti e un immenso numero di cognizioni vennero vagliate e classificate secondo il nuovo indirizzo filosofico, avvalendosi delle migliorate possibilità di indagine oggettiva.
Lo sperimentalismo e il romanticismo del Settecento si trasformeranno nell’Ottocento nello spiritualismo e nel positivismo scientifico, che sconvolgeranno le vecchie dottrine, dando origine a quel rinnovamento che interesserà tutte le scienze, compresa la medicina.

“L’imparar la vera medicina non consiste nel seguitar determinatamente li detto o de gl’Antichi, o de’ Moderni, ma nel saper cogliere il buono, e il vero disperso fra l’antichità e la modernità”
Malpighi 1697

La Medicina del Settecento fu fortemente influenzata dai filosofi, che si posero a studiare e interpretare in modo nuovo i fenomeni naturali della vita e dell’uomo, in modo penetrante e incisivo, dal momento che la medicina stessa è il prodotto della esperienza elaborata dal cervello umano ma anche della realtà di un mondo che esiste di per sé indipendentemente dalla volontà e dai poteri dell’uomo: un pensiero, in particolare quello kantiano, che ispirò Morgagni e Spallanzani, anticipando di fatto le teorie positiviste dell’800.

Nel corso del Settecento, gli ospedali diventano il luogo privilegiato di osservazione e la sede della vera attività didattica che non ha luogo nelle sedi universitarie. In particolare, è grazie ad Hermann Boerhaave che in Europa vengono gettate le basi di una fisiologia rinnovata e la necessità dell’attività clinica all’interno dell’ospedale, fondamentale per una precisa osservazione, sebbene scarsi fossero ancora i letti per il ricovero.
Fino al 1500 gli ammalati ricoverati negli ospedali generali venivano accolti in reparti distribuiti per sesso. Poi si incominciò a collocarli in reparti distinti a seconda se erano affetti da malattie di competenza medica o chirurgica.
Ed è nel Settecento che a Roma, grazie a Giovanni Maria Lancisi, prende avvio una scuola medica e chirurgica di alto livello, centro della vita intellettuale di Roma.
A partire dal 1700, avendo incominciato la medicina e la chirurgia a suddividersi in diversi rami che, pur staccandosi dallo stesso tronco, facevano parte a sé, sorsero nello stesso ospedale reparti distinti per forme morbose o per ragioni di età o per altri motivi e nel 1800 incominciarono anche a sorgere ospedali distinti con lo stesso criterio.

 

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